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La direttiva 2012/27/UE fissa i requisiti minimi, lasciando dunque ad ogni Stato membro la possibilità di introdurre misure più rigorose: in tale contesto si va ad inserire la norma tecnica UNI 10200:2013, elaborata dalla Commissione Tecnica 803 del CT, costituendo così un supporto alle disposizioni legislative in materia di suddivisione delle spese. Suddetta norma tecnica definisce i criteri di ripartizione da adottare per un’equa suddivisione delle spese energetiche nei condomini dotati di sistemi di contabilizzazione, distinguendo tra i consumi volontari di calore e quelli involontari.

A tal fine, dispone che venga realizzata una progettazione definita “tecnico-amministrativa” o “esecutiva” che si basi sull’analisi energetica dell’edificio, necessaria per poter definire le caratteristiche idrauliche delle componenti nonché determinare i fabbisogni di energia delle singole unità immobiliari ed eventuali perdite di carico  dei circuiti: tali valori costituiscono un dato fondamentale ai fini della contabilizzazione del calore poiché sono determinanti nella definizione delle modalità e dei criteri di riparto delle spese e dei servizi erogati.

A tal proposito, con la quota dei consumi involontari si fa riferimento alla parte dei consumi dell’energia elettrica e del combustibile relativa alle dispersioni dell’impianto (per distribuzione e accumulo) che rendono disponibile il servizio nonché le spese relative alla conduzione e alla manutenzione ordinaria dell’impianto e alla gestione del sistema di contabilizzazione. La quota dei consumi volontari, invece, è riconducibile all’azione del singolo utente e, quindi, ai consumi finalizzati a garantire le condizioni climatiche desiderate, in relazione anche alle caratteristiche dell’unità immobiliare.

Per poter determinare la quota fissa è, pertanto, necessario calcolare il fabbisogno di energia normalizzato di ogni singola unità immobiliare, cui deve essere assegnato un valore fisso di energia, mentre la quota dei consumi volontari del singolo utente sarà dato dal costo unitario del singolo scatto, moltiplicato per il numero totale gli scatti rilevati all’interno del proprio alloggio.

Detto ciò, appare evidente quanto si renda necessaria nonché obbligatoria una progettazione che si traduce nell’elaborazione del Certificato di efficienza energetica del fabbricato redatta da parte di un professionista abilitato, che va a indicare l’effettivo rendimento energetico ed eventuali dispersioni di ciascuna unità dell’immobile in questione e, di conseguenza, la quota fissa, vale a dire quella legata ai consumi indipendenti dall’azione volontaria dell’utente e ripartiti in base ai millesimi del riscaldamento (ossia, secondo quanto dettato dalla norma stessa, i millesimi di potenza termica installata oppure i millesimi di fabbisogno), che fa capo a tutti i condomini.









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